>I LIVE IN DOWN TOWN - CARTOGRAFIA DI BUCAREST
La Romania conta una popolazione di circa 22,5 milioni di abitanti (il 24% dei quali minori),  in continua diminuzione a causa dell’emigrazione verso altri paesi e dell’innalzamento della mortalità infantile (attorno al 20 per mille). Nel 1989, dopo la caduta del regime totalitario di Ceausescu, la Romania ha intrapreso un difficile cammino verso la democrazia e l’economia di mercato. Nel novembre 1996, con l’elezione del presidente Constantinscu, sono state avviate alcune importanti riforme, che il leader successivo Iliescu, un neocomunista già a capo del paese tra il 1990 e 1996 e poi rieletto nel 2000, ha cercato di proseguire con l’obiettivo di portare la Romania nell’Unione Europea. Nonostante i progressi fatti, il paese attraversa ancora una situazione sociale ed economica di crisi. La vita di ampi strati della popolazione è al limite della sussistenza. In particolare i minori vivono in condizioni di grave difficoltà: la disoccupazione e il venir meno del sistema assistenziale di epoca socialista hanno penalizzato fortemente le famiglie con figli a carico, incrementando – soprattutto negli anni passati – i casi di abbandono, abusi, maltrattamenti e lavoro minorile. Gli orfanotrofi e le istituzioni minorili non hanno ricevuto per lungo tempo adeguati finanziamenti e supporto dallo stato. In questa situazione migliaia di bambini e di ragazzi hanno drammaticamente scelto la vita di strada, specialmente nella capitale.

Il Governo attualmente ha censito il numero dei ragazzi di strada a 800, un dato fragile e discordante, generato dalla concessione dei documenti anche ai residenti di Bucarest “senza fissa dimora” volta a ridurre notevolmente il numero ufficiale dei senzatetto per permettere alla Romania l'ingresso in Comunità Europea. Oltre alle cause  più tipiche, povertà e disgregazione familiare, a partire dal 2000 ha inciso fortemente su questo fenomeno, la decisione delle autorità di restituire il patrimonio immobiliare nazionalizzato durante il Comunismo, ai legittimi proprietari. Molte famiglie di Bucarest hanno perso la loro casa e non sono state in grado di far fronte alla spesa dei nuovi affitti, aumentati dell’80% in seguito alla liberalizzazione del mercato immobiliare. Parallelamente molte attività sono fallite e il fenomeno stesso della “vita di strada” ha cambiato caratteristiche: molti ragazzi di strada oggi non vivono più per strada ma all’interno di ex-ristoranti, ex-palestre, ex-cliniche private, case e negozi ormai abbandonati.

I giornali occidentali hanno spesso riportato l’erronea informazione che i ragazzi di strada di Bucarest vivano nei tombini o nelle fogne, per far leva sulla condizione sub-umana del vivere sotto terra. In realtà si tratta dei canali sotterranei dei bloc costruiti durante il regime di Causesco, all’interno dei quali passano le grosse condutture d’acqua calda che tele-riscaldano gli edifici e anche l’ambiente sotterraneo. I canali sono ambienti bui, inospitali, con una profondità che varia dai 5 ai 20 metri, sviluppati in lunghezza fino a 50 metri. La temperatura all'interno arriva a toccare i 50 gradi centigradi, provocando spesso incendi e fenomeni di condensa causati dalla forte escursione termica esistente fra i canali e la temperatura esterna. Negli ultimi dieci anni inoltre si registra un massiccio ritorno dell’eroina, che sta soppiantando il consumo dell’Aurolac e del Bronzolac, solvente utilizzato come isolante termico, e tipica droga utilizzata dai ragazzi di strada, più comunente chiamata "colla". La diffusione dell’eroina ha reso molto più difficile il processo di recupero dei ragazzi di strada avviato dalle numerose associazioni che lavorano a Bucarest, soprattutto perché non esiste ne un’assistenza medica gratuita ne adeguate strutture di supporto. Da circa un anno si è diffusa una nuova droga, chiamata "Pure" e prodotta dall'azienda Magic, distribuita legalmente come fertilizzante per piante decorative e fiori, iniettabile per via endovenosa al pari dell'eroina.


Liveinslums ha esplorato tutti i luoghi della città in cui risiedono i ragazzi e i bambini di strada di Bucarest, ricostruendo una cartografia della strada insieme ai suoi abitanti La mappa è uno strumento per monitorare le condizioni di vita degli abitanti della strada e per individuare nuove aree intervento per i progetti. L'artista Chistian Frosi ha realizzato con materiali di recupero dei nuovi zaini insieme ai ragazzi del canale di Dristor. Ivan Tresoldi (poeta di strada) ed Elisa Rossi (antropologa) rappresentanti di Art Kitchen Ethica sono stati a Bucarest con Liveinslums. Hanno appeso "Il mondo sotto sopra" nei canali della Gara du Nord e scritto il "verso più lungo del mondo" con i ragazzi di strada di Bucarest.

 


 
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